Storie di volontariato - Senza dimora

Mirko

Senza dimora

Sono Mirko, ho 53 anni.
Vi siete mai chiesti come si finisce per strada?
Un paio di anni fa avevo una ditta di restauri che andava bene, funzionava, ma poi, per vari motivi e anche per mia colpa, la ditta è fallita e dal giorno alla notte mi sono trovato senza niente. Così, per vergogna nei confronti della mia famiglia, ho mollato tutto e sono diventato invisibile.
Sono scappato, e per un po' di tempo sono stato in Croazia, ma non ho combinato niente; allora sono tornato in Italia: prima a Trieste e dopo a Padova. Padova mi sembrava più vivibile, più adatta alle mie condizioni. Qui ho cominciato a vivere per strada.

In un primo momento mi sono visto perso, ma poi, pian piano, con educazione, ho cominciato a parlare col popolo della strada e ho scoperto che se sei educato ricevi educazione anche da chi non te lo aspetti.
Mi hanno insegnato dove trovare da mangiare: nelle parrocchie, da suor Lia alle cucine popolari. Mi hanno indicato dove e in che giorni altre associazioni portano da mangiare alla sera. Per muovermi mi sono fatto una bici, scassata, con dei pezzi trovati in stazione.
Ho trovato una suora piccola ma col cuore grande che mi ha dato 5 euro, che dopo un anno le ho restituito.
Dopo un lungo periodo di troppo caldo e troppo freddo e tanta fame, un pomeriggio sono andato al ponte Borgomagno, vicino alla stazione, dove ci si può lavare. Lì ho chiesto a una ragazza che faceva volontariato se potevo lavarmi e sistemarmi, ma le ho premesso che ero senza soldi. Lei mi ha offerto un caffè, la doccia e, prima di uscire, mi ha detto "vuoi tagliarti i capelli e la barba?" Le ho di nuovo risposto che non avevo soldi. Lei ha chiesto al barbiere, un marocchino con il quale è poi nata un'amicizia, di mettermi in ordine. Lui con un sorriso mi ha fatto cenno di sì, e quando ha finito gli ho regalato un braccialetto che avevo, una cosa di poco valore.
Cosa mi hanno insegnato la vita in strada e le persone che ho incontrato?
Sono tornato a casa e ho raccontato che ho lavorato fuori città. A casa mia non sanno niente ancora.
Poco dopo, piano piano, sono andato in cerca di lavoro. La cosa brutta è che non ho più amici, sono spariti tutti, ma non mi pesa, non più.
L'anno scorso ho incontrato una donna un po' più giovane di me di qualche anno, le ho raccontato la mia storia e lei mi ha detto: hai gli occhi buoni. Da quel momento stiamo insieme.
Per la mia storia devo solo ringraziare le associazioni di Padova pronte a darti una mano. Sempre.
Per questo da gennaio faccio volontariato con i Guardian Angels e il cuoco con la Comunità di Sant'Egidio, perché se ricevi un aiuto è doveroso e dignitoso contraccambiare.

Se non si è vissuta questa vita non si può sapere quanto sia importante ricevere anche solo un sorriso.

Hai una storia di volontariato? Raccontacela.

Non ce l'hai? Scopri il volontariato, datti la possibilità di vivere la tua storia e di cambiare le cose.

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